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Sto cercando di sbolognare casa mia. Nel senso, voglio cambiare ma i tempi di disdetta sono un enorme rottura di coglioni e soprattutto i padroni di casa stanno questionando sui “gravi motivi” che mi consentirebbero di dare solo sei mesi di preavviso invece di dover aspettare il primo ottobre.
Per carità, i miei motivi potrebbero essere al massimo catalogati come “futili” anche da qualsiasi tribunale di qualsiasi paese sottosviluppato e senza certezza del diritto, però non sopporto la gente che si irrigidisce su un paio di mesi in più o in meno (la mia disdetta sarebbe per metà luglio e loro vorrebbero trattenermi fino a ottobre).
In fondo però, visto che affittano solo un intero palazzo pieno zeppo di monolocali, capisco che il buon senso vada accantonato perchè hanno il rischio, venendomi incontro come tra persone civili, di non poter arrivare a fine mese. Poveri immobiliaristi, rischio sempre di commuovermi quando penso a loro.
Ad ogni modo, adesso sono in cerca di qualcuno per il monolocale o per il nuovo appartamento. Il che è un casino, perchè rischio di trovarmi con due case, o di dover rimandare il trasloco a chissà quando. E ieri ne parlavo con un altro dei miei amici storici, in una conversazione andata avanti pressapoco così:
Me: Che poi adesso mio padre forse si decide e compriamo così anche mio fratello, così se tra qualche anno dovesse andar via da lecce per l’università, avrebbe la sua stanza
Lui (F): Minchia, con tuo fratello saresti finito
M: Che t’immagini torna strafatto a casa?
F: non avresti mica il coraggio di dirgli qualcosa?
M: hai ragione. Scusami.
F: che ha già l’età, eh
M: Eh, noi alla sua età.. bei ricordi.
F: tuoi. Io le canne me le faccio ancora.
M: lo so, lo so. Comunque: adesso devo risolvere con sti appartamenti.
F: fai così. Senti Teo e trasformate la seconda stanza in un bordello.
M: per farci riconsocere ed apprezzare subito nel palazzo, mi sembra giusto..
F: bravo.
M: Ma scusa, le metto nel monolocale!
F: Meglio ancora. Guarda, ho risolto: vai in strada e prendi la prima mangiabanane che trovi
M: eh
F: no, no, scusa aspetta. Vai dalla prima mangiabanane che trovi, e chiedile se lavora in proprio.
M: eh
F: se ti dice no, scappa.
M: chiaro
F: se è libera, tirale subito due cinghiate per farle capire chi è che comanda. Poi la porti dentro. Se ne trovi due, forse è anche meglio.
M: vedrò cosa posso fare. Poi ogni tanto gli porto una ciotola con degli alimenti, giusto?
F: esatto. Ma non scordare mai di corcarle di botte: altrimenti si montano la testa
M: ottimo. Poi metto il menù fuori dalla porta tipo: “gnocchi col culo, 30 euro?
F: bravissimo. Vedi che hai anche tu spirito imprenditoriale?
M: ho avuto un ottimo maestro.
F: ne vado fiero.
M: in alternativa avevo pensato a quel mio collega, quello che voleva diventare un ecoterrorista per far saltare in area petroliere. Nome in codice: Bronzo. Chiamo Bronzo, e commissiono dei piccoli atti intimidatori.
F: una bomba carta nel cortile fa sempre il suo porco effetto.
M: se senti un rumore di porta sfondata, delle urla e la conversazione cadere all’improvviso, è possibile che i servizi segreti ci stessero ascoltandolo, sappilo.
F: Ok. Allora un abbraccio.
M: anche a te. È sempre un piacere.

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