da leggere rigorosamente ascoltando:
Alle volte ti rilassi, pensando che sia ormai passata. Sbagliato, la sottovaluti, e così puntuale si ripresenta. Ma l’attacco violento è passato, questi sono solo ribuffi.
Fastidiosi ribuffi di depressione invernale.
Quella che ogni anno attacca verso novembre, diventa feroce a dicembre e gennaio, e poi molla blandamente la presa all’avvicinarsi della primavera. Non è un problema climatico, almeno non credo. E del resto non si spiegherebbe perchè i ribuffi assalgono anche quando come oggi c’è il sole e fa quasi caldo.
Ma è disarmante la puntualità con cui ogni anno torna, anche quando pensi che ormai il periodo sia passato, con quel carico di effetti collaterali come noia, apatia, ingigantimento criminale di qualsiasi cosa vada storta e senso di oppressione per tempi a venire che speravi – o a volte addirittura immaginavi, quale l’errore! – diversi. Invidia, a volte, per chi è capace di accontentarsi e vivere senza affrontare se stesso in un’inconsapevolezza quasi ovattata.
E così ci sono serate misantrope, scontri con i propri limiti e debolezze – che farci i conti non è mai semplice – tentativi di capirsi, di chiarire cosa è meglio e cosa è giusto. Come se il “meglio” ed il giusto” non fossero così eterei e relativi da non poter essere definiti. E poi incomunicabilità, e persone attorno che proprio non riescono a capirti.
Anche Milano, in questi momenti, non è più my lady. Osserva in silenzio, e al massimo ti offre come l’altra sera uno spazio per passeggiare, dove ti giri non vedi nessuno e puoi cantare ad alta voce quella canzone malinconica (Sweet Virginia – Gomez, nota del passeggiatore) che ti sei portato nell’ipod quando hai deciso che era il caso di uscire comunque, a bere un cocktail per alleviare l’umore. Osserva, ma non ha voglia o è troppo impegnata per darti una mano.
E quindi finisce che rimani in casa, attacchi col repeat quella canzone blues, piano discreto e voce penetrante, e ti risollevi con una doccia e i rivoli di acqua calda dalla testa sulla faccia, che sciolgono un pò di pensieri e rimandano alla mattina seguente le amarezze della giornata. E così (s)lavato versi un dito un di whisky, ti lasci portare dalla canzone, aspiri larghe boccate voluttuose e cerchi di riconciliarti coi tuoi pensieri. Alle volte ti riesce anche, chè è vero che ti odi, ma alla fine dei conti ti vuoi anche fottutamente bene.
(colonna sonora: Mahalia Jackson – Summertime/Sometimes I feel like a motherless child)

9 comments
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Marzo 17, 2008 a 11:06 am
Batchiara
La depressione e’ come la peperonata.
Ogni tanto rinviene.
Marzo 17, 2008 a 11:43 pm
Batchiara
(maledetto: mi hai fatto inscimmiare di sta versione di summertime… e io manco fumo, nè bevo whisky)
Marzo 18, 2008 a 2:46 pm
Massi
eh, favolosa, lo so.
Spiace solo che tu non possa accompagnarla coi suddetti vizi.
Marzo 18, 2008 a 9:17 pm
papy
bellissimo post, cosi’ bello che prima di lasciare un commento lo voglio rileggere con calma.
Marzo 19, 2008 a 8:40 pm
papy
Avrei voluto scrivere io un post e abbinarlo ad una canzone da ascoltare in contemporanea…. complimenti per l’idea.
Innovativa l’immagine dei rivoli d’acqua che sciolgono un po’ di pensieri, complimenti per l’idea, d’altronde sei riuscito a tradurre alla perfezione l’immagine in parole.
Continua cosi’, e scrivi di Milano, è sempre un piacere leggere di Milano.
Marzo 19, 2008 a 8:43 pm
papy
Appena inviato il mio commento mi sono fatto questa domanda: ma perchè devo criticare (positivamente o negativamente) i tuoi post quando invece potrei aggiungere un qualcosa, un commento, un osservazione, un esperienza personale, e cosi’ arricchire il post in maniera differente…
…sara’ per la prossima volta o non appena mi viene l’ispirazione.
Marzo 19, 2008 a 10:29 pm
Batchiara
Il commento e’ come una scoreggia.
Non sempre viene al momento giusto.
Marzo 21, 2008 a 12:07 pm
papy
ehmmm, quale sarebbe il momento giusto?
Marzo 21, 2008 a 3:18 pm
Massi
quella del post con la canzone è una cosa che volevo fare da un pò, perchè alla fine io scrivo sempre ascoltando qualcosa col repeat e quindi i post sono più chiari se si può sentire l’”accompagnamento”.
per questo alla fine mi sono deciso a fare l’update, penso che d’ora in avanti metterò sempre il sottofondo salvo che non mi arrestino per violazione dei diritti d’autore..