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Accenderla col pedale a spinta era tutta un’altra cosa. Vuoi per caso mettere con l’accensione elettrica e la sua assoluta mancanza di poesia?

E quella meravigliosa propensione ad abbandonarti nei momenti più impensati, prima che imparassimo a tenere sempre una candela di scorta nel bauletto? Sì, ti sporcavi le mani di grasso, ma poi se ripartiva avevi fatto anche la figura di quello che sa dove mettere le mani (A parte il fatto un vespista che si rispetti effettivamente sa sempre dove mettere le mani, alla sua bambina).

E le marce? A 14-15 anni guidare con le marce sembrava ai non vespisti una cosa difficilissima, da eletti. Se poi ti si rompeva il filo della frizione… beh, lì era abilità pura. Ma il rumore del motore così grezzo, non è nemmeno paragonabile in bellezza a quello degli scooter, con il rumore del cambio che faceva vvvvrrrrrrr – tuc! – vvvvvvrrrrrrrrr – TUC – vvvvvvvrrrrrrrrrrrrr- STUC!

Potrei star qui ad elencare migliaia di motivi per cui la vespa è esteticamente superiore a qualsiasi mezzo di locomozione a due ruote, ma chi non l’ha avuta non capirebbe. Nè molto spesso è stato chiaro il motivo per cui ci si ostinava a spenderci soldi, a comprare pezzi, a ripararla, a volte elaborarla, o più in generale il perchè di tanta passione e amore.

E adesso che qualche stronzo me l’ha rubata, avrei voglia di spenderci un sacco di soldi e di rifarla nuova fiammante. Ma, grazie a te simpatico ladro, non posso. Ma soprattutto, il pensiero che qualcuno ci stia salendo sopra, o peggio ancora la stia smontando per portarla ad una fottutissima fiera dell’automotoricambio, mi fa impazzire. Suppongo si chiami gelosia.

Continua la mia astinenza forzata, e da qualche giorno il clima non è clemente come nei primi giorni. Ma vabbè, resisto e c’è sempre l’ipod shuffle a farmi compagnia. Il vero problema è che mi sono reso conto (già lo sapevo, ma ne ho avuto la prova), che a me guidare piace, ma davvero tanto. Non è solo che mi sento uno stupido nel farmi venire a prendere e a volte nel dovermi sedere (orrore!) sul sedile posteriore: è proprio che mettermi in macchina mi rilassa. C’è chi in macchina soffre, si intesisce, odia il traffico; io invece mi siedo, faccio partire la radio, e se sono un pò depresso guida calmo e pulito, mentre se sono su di giri un pò di guida sportiva è l’ideale per scaricare (se sono normale non lo so, ma mi piace lo stesso). E poi, faccio il cretino. Nel senso, se parte qualche pezzo strano posso cantare a squarciagola, urlare, ballare, fare facce strane, tanto chimmisincula?

Invece sabato in circonvallazione mi sono fermato ad un semaforo rosso (in questo mese rispetto il codice della strada più di mia nonna, nota paladina della legalità), e shufflando stavo ascoltando Bohemian Rapsody. Un pò sovrappensiero mi sono immedesimato e via: “Bismillah! NOooOOoooo we will not let you go – let him GOOO, never let me go – LET ME GO-OO, MAGNIFICOOO-OOO nonononononononoNO! Oh mama mia MAMA MIA! mama mi…-”

Ed è stato a quel punto che mi sono girato e a tre metri da me c’era una macchina col finestrino aperto e due ragazze che mi guardavano come se fossi alieno. E non vi dico che faccia da soprano che stavo facendo su mama mia mama mia. Quanto mi manca, il mio abitacolo, dove entro e il mondo esterno non esiste più.

Oggi vespa. Anzi, DA oggi vespa. La special bianca, che ho avuto anche lo scooter terrunciello e la moto da strada ma lei l’ho voluta sempre tenere. Lei che girarci a Milano in primavera è fantastico, mentre d’inverno un pò meno ma di parabrezza nemmeno a parlarne, che non avrebbe più lo stesso fascino un pò dandy.

Ma da oggi sarò con lei, e già tornando dal lavoro iniziavo a riprendere la padronanza del piccolo drago del traffico di dieci anni fa, quando di fermarmi e mettere il piede a terra proprio non c’avevo voglia, e allora via col giochetto di frizione e acceleratore mantenendo l’equilibrio anche coi semafori rossi. Con lei che mentre oggi rifacevo il giochetto tra le macchine incolonnate mi risentivo un pò come tanti anni fa, un pò Jack Frusciante è uscito dal gruppo – poi mi sono guardato e JackFruscianteèUscitoDalGruppo in giacca e cravatta proprio non lo si può pensare – con l’iPod shuffle nell’orecchio e pensavo che bello se avessi avuto queste canzoni e quest’iPod shuffle tanti anni fa.

Con lei che fa pensare a quando alle due e mezzo dopo pranzo ti trovavi a prendere il caffè con gli amici, che c’era davanti tutto il pomeriggio e la nullafacenza. Quando vagavi in giro per la città e “cazzo aspetta che devo fare duemila lire di miscela”. Quando prendevi un appuntamento e dieci minuti dopo sfrecciavi lì, spegnevi, cavalletto, bloccasterzo e via a passeggio. O con lei che sole-pioggia-vento-nuvole non cambiava niente, tanto avevi solo lei e ti piaceva anche inzupparti, con lei.

Oppure quando facevi salire l’altra tua Lei, che era troppo bello se mentre zigzagavi ti stringeva le braccia sulla pancia, e tu zigzag zigzag ma pensavi che dietro la tua testa c’era la sua faccia accarezzata dal vento, e chissà se aveva il tuo stesso sguardo felice. La vespa che ti portava a casa sua, e anche se c’erano i suoi fa niente, anzi era stupendo baciarsi quando erano nell’altra stanza, e poi magari dormivano o uscivano e allora qualcosa in più, sempre con la paura che entrassero all’improvviso.

Che poi uscivi da casa sua e fuori c’era parcheggiata la vespa, allora accendevi e guidavi, ed era troppo bello che poi era come se ti guidasse la vespa e tu in giro da solo sorridendo, canticchiando (mamma mia se ci fosse stato l’ipod) e pensando a Lei. Perchè era sulla vespa che riflettevi e potevi star da solo coi tuoi pensieri, e quante volte la vespa ti portava in giro e tu sorridevi pensando sì, sono proprio innamorato di Lei.

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