Oggi è così.
Nel senso che sono più rompicazzo e polemico del solito (e il solito è già più che sufficiente), quindi tra un pò mi alzo, mi faccio un giro e mentre parlo con qualcuno gli mollo un ceffone per poi urlare “le parole sono importantiiii! Chi parla male, pensa male e vive, male. Bisogna essere insensibili, alle parole di oggi”.
Ma non credo che nessuno apprezzerebbe la bellissima citazione.

Oltre alla canzone che dà il titolo al post precedente (you’rrre maaaay browneyed ggggirl), da qualche giorno sono a ruota dei Radiohead – con un album come In Rainbow non poteva essere altrimenti – ma soprattutto di una canzone che non è propriamente il mio genere (sarebbe un pò troppo hippoppeggiante, normalmente), ma c’ha un ritornello che chevvelodicoaffà, a me piacciono troppo queste cose un pò inquietanti. Nel senso, lei è M.i.a., canta, hippoppeggia, e poi arriva il ritornello: un coro di bambini che nemmeno lo zecchino d’oro, interrotto da bruschi spari in sequenza e dal rumore di un registratore di cassa – di quelli vecchi però, eh.
Allora ho cercato il testo, poco fa, ed era scritto proprio così:

All I wanna do is (BANG BANG BANG BANG!)
And (KKKAAAA CHING!)
And take your money

Bang! Bang! Bang!

Fantastico.

Quando è troppo, è troppo. Stamattina esco, caffè al bar, e salto in macchina. Cosa ascoltiamo oggi? Sono un pò di giorni che, uggiando, nel tragitto casa-lavoro preferisco ascoltare Lifegate, la radio con tutta musica alternativa, zero pubblicità e soprattutto nessuno che gracchia felice come se fosse una splendida giornata. Alle volte, invece, se sono più ben disposto o non ho un cd da ascoltare a ruota, azzardo Deejay o qualche altra radio caciarona.
Oggi, azzardo. Però mi imbatto dopo poco in una pubblicità.

Come?
Scuuuusa?
No, ma… scherziamo?

Allora. Passi (ma anche no) la reunion dei Take That. Si sa, noi 25-30enni siamo in crisi di identità, c’è l’avanzata dell’hiphop-arrenbi-ritmenblùs e tutte quelle cose con nomi/sigle strane, per alcuni è bello riavere un punto saldo della propria (non mia, ci tengo a sottolineare) adolescenza, e poi un pò tutti ci chiedevamo che fine avesse fatto il ciccio bombo che cantava. Triste per vari motivi, dal fatto che uno ha fatto i soldi, è famosissimo, tromba come un riccio e non se li incula più, mentre gli altri fantastici (?) 4 sono caduti nell’oblio e le teen di oggi non adorano più i loro movimenti pelvici come facevano quelle di 10 anni fa. Anche perchè, diciamoci la verità, degli attempati trentenni che vivono nella boy band che furono nonostante i chili di troppo e l’aspetto non più da bravi ragazzi, suppongo non siano così attraenti. Ma vabbè.

Poi. Ci si può turare il naso di fronte all’altra reunion, delle Spice Girls. Immagino si siano dette: si riuniscono quattro cicciobombi senza quello famoso, noi invece siamo tutte e 5 cadute in disgrazia, perchè non ci si prova? In fondo solo Victoria la secca ha trovato il marito ricco, riproviamo con le minchiate del girl power ‘nsisamai che qualcuno compri il disco (ehi, nessuno compra più i dischi, rassegnatevi). Ma basta. Finitela. Anche voi, non attizzate più nessuno, siete sempre state inascoltabili e non dubito che stiate per infangare quel minimo di notorietà che avete avuto tra i decelebrati dell’epoca.

Ma, ciò detto. Passino. Queste. Cioè no non passino ma facciamo finta di si. Ma. MA.

Un nuovo album dei Backstreet Boys no, non lo si può sopportare. Davvero, abbiate pietà.

E allora a quel punto taaac, Lifegate, e turuttù-tutù turuttùttutù shalalalalala lallalallalàà brown-eyed giiiiirlll.   

Io, oggi, ùggio.

E quindi Nude dei Radiohead a manetta.

Lo sostenevo in un post precedente: io sono uno da barba incolta. Sì, quella di un paio di giorni, che prude un pò, che graffia inesorabilmente le guance che imprudentemente le si accostano, e che dà al viso quell’aria da vita vissuta per l’ommo che ha da essere ommo.
Ma non sono un tipo da barba incolta per mere ragioni estetiche (nonostante, avendo una varietà di pettinature che spazia dal “appena rasati” al “casco da rasare” senza soluzioni intermedie, la barba sia l’unico strumento per variare il mio aspetto secondo la scala barba incolta – barba cavernicolo – faccia da bravo bimbo): è lo sfogo del lato trasandato, come se fosse un tavolo su cui si ammucchiano tutte le cose di una stanza che per il resto è perfettamente in ordine. E’ il gesto sovversivo e di dissenso negli ambienti formali in cui non è gradita, e soprattutto è il termometro dell’umore e il catalizzatore di tensioni: periodi di merda, barba più lunga, sempre stato così.

E quindi stamattina driin, sveglia.
uuuhm.. oggi il SuperMegaVenerabileGrandUomo non c’è, e quindi non lo devo incontrare. ‘Fanculo, niente rasatura, dormo dieci minuti in più e posso sentire con calma l’odore del caffè, che sono uno che gusta i piccoli piaceri di una giornata di merda, io. Poi devo uscire presto per andare a farmi rovistare un molare (il prossimo passo sarà farmi rovistare nel morale, ma è un’altra storia), e cmq se qualcuno dovesse farmelo notare, gli tiro un pugno sul grugno e corro via urlando “Viva la Revoluciòn!”. Tzè.

Metto in atto il mio profondo gesto di dissenso (ergo: pigrizia), e arrivo in banca con l’aria del sovversivo orgoglioso. Tempo dieci minuti, si affaccia il VenerabileGrandUomo, quello poco sotto il SuperMegaVenerabile e mi fa:
“Oh, t’ho mandato un paio di documenti, dagli un’occhiata e ci vediamo per una riunione nel pomeriggio”. Cazzo. Merda. (bestemmia). La barba. Poi lo guardo e nemmeno lui se l’è fatta. E allora penso: “Hasta la vittoria, nel tuo ufficio alle 16.30″.

Non lo salverà dal cero il fucile mitragliero
nè un manipolo guerriero lo potrà resuscitar
corre in cielo, corre in cielo
Oh battagliero!

Qualche giorno fa, in un sabato che a volergli fare un complimento potrei definire anonimo, d’un tratto mi chiama il mio amico/collega Rolando, un tipo taciturno che condivide con me un odio verso la quasi totalità del genere umano, e altre insane passioni. Si, la sera prima eravamo rimasti d’accordo che ci saremmo sentiti per andare al casinò, dove c’era un torneo di poker, ma pensavo fosse una di quelle cose buttate così per dire, e che generalmente rimangono senza seguito.
E invece lui mi chiama e mi dice daicazzo, se torno a meda (dove vive temporanemente) alle 19 sono già in pigiama, daisù, daicazzo, prendiamo e andiamo. E io, orso nella mia caverna preistorica, mi dico che al mio amico rol non si può dire no per certe richieste, mi scrollo via l’abbrutimento, infilo una camicia e via.
E così ci ritroviamo in una triste pizzeria al trancio, a disquisire di lavoro (in senso metafisico, non del nostro lavoro), della vita, e di altre sciocchezze.

E si diceva che sono tutte stronzate, quelli che dicono “ma se non lavorassi, che faresti??” e ci sarebbe da rispondere mantienimi che te lo faccio vedere io, te lo faccio. E sempre nella stessa pizzeria al trancio si continuava a parlare, tra un quadratino di margherita e l’altro, che in fondo che senso c’è in quello che facciamo, che tanto una direzione non c’è, e stiamo tutti qui a sbatterci per qualcosa di sostanzialmente inutile? Tutte le formalità, il dare del lei a delle persone, sbarbarsi e vestirsi eleganti, che tanto noi non siamo così, siamo gente da barba incolta e vaffanculo?

Ma quindi? Niente, all’ultimo sorso della nostra bibita gassata ci siamo guardati, un attimo di silenzio, e prima di alzarsi per andare ci siamo detti, annichilendo ogni forma di possibilismo: “Tanto è tutto inutile, tutto”, e via verso il casinò. Cazzo Rol, tu hai veramente capito tutto, ma questo è solo un dramma.

tanto lo so già che non scriverò più una mezza parola fino a settembre, quindi tanto vale chiuderlo per ferie, il blog. Buone vaccanze, io tra poco sgommo via che non ne posso più e cihobbisogno di staccare.
Voi fate che volete, andate dove vi pare, divertitevi o annoiatevi, chè tanto a me non me ne può fregà di meno (sono il solito asociale menefreghista).
saluti, e baci.

p.s. non so perchè ma mi viene in mente il buon Sergio “che adesso voglio vivere, perciò tristezza miiiia spedisci alle tue lacrime la mia fotografiiia”

Premessa: mi sentivo molto 1979. Si, lo so che sono dell’81, ma nel senso che se avessi dovuto scegliere una canzone per descrivere il mio umore, avrei scelto l’attacco di 1979 degli Smashing Pumkins.

Comunque, ieri sono andato ad una festa in uno di quei posti dove la notte la ggente (e soprattutto la bbellaggente) va a stiparsi solo per guardare le modelle assoldate per stare lì e farsi (appunto) guardare, per ascoltare della terribile musica ad un volume tale da non permettere l’interazione tra persone civili e lasciarti un fastidioso ovattamento una volta uscito, e per strusciarsi su di te in modo che tu ti possa assicurare che sono ben sudati e accaldati. In una parola, in discoteca.

Io ci vado 5-6 volte l’anno se costretto, e devo dire che alcune di queste volte sono talmente strafatto d’alcool o comunque in compagnia allegra che riesco persino a divertirmi (pur non comprendendo quelli che non riescono a divertirsi la sera senza andarci) però.. Ieri, no. Fossi stato a casa a guardare la tv mi sarei divertito di più. Ma poi il problema è che se sei lì e non ti diverti, sembri il solito sfigato musone (si, lo so, lo sono) e quindi devi far finta di muoverti, di sorridere e di essere allegro. Ieri non lo ero già di mio, e quindi mi sarebbe risucito molto difficile anche se avessi voluto farlo. Non ero amio agio e m’annoiavo, e mica poco.

Ma tutto questo era per dire una cosa che ho realizzato per bene proprio ieri sera: non riesco minimamente a sopportare quelli che si divertono facendo finta di divertirsi . Ma che senso ha??

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